Cna e Lapam: «Sfida per riaffermare la qualità delle produzioni Made in Carpi» L’obiettivo degli organizzatori: portare in città compratori da tutto il mondo

Il tessile abbigliamento di Carpi vuole ripartire da una fiera, la “Moda makers, Italian fashion show”. È la prima del genere mai organizzata in città e può contare sul supporto economico, tramite Carpi Fashion System, della Fondazione Cassa di Carpi.

Così il 18 e 19 maggio nei saloni di Villa Ascari arriveranno i cosiddetti “buyers”, i compratori. I promotori, cioè Lapam, Cna e Confindustria, sono convinti che faranno tappa a Carpi manager provenienti da «40 paesi esteri».

«La data scelta – spiega Carlo Alberto Medici, dirigente Lamap – non a caso è a ridosso di Modaprima, fiera di Firenze. Questo consentirà alle aziende compratrici di ottimizzare la loro presenza in Italia: con un viaggio solo due manifestazioni dedicate alla moda. Certo, quella carpigiana per ora è di dimensioni ridotte, ma siamo convinti che possa crescere». Ovviamente non tutti i produttori di moda locali sono convinti che promuovere una fiera a Carpi sia stata una scelta geniale. Qualcuno avrebbe preferito investire per allestire gli stand a Milano, ma alla fine ha prevalso la linea dell’orgoglio carpigiano.

«Le aziende che per prime hanno aderito – spiega Roberto Bonasi di Federmoda Cna – sono sempre state convinte che Carpi sarebbe stata la location migliore. Gli scettici alla fine sono stati convinti e hanno dato il loro sostegno. Così ben 16 aziende daranno vita a questa prima fiera della moda». «È un modo – aggiunge Barbara Bulgarelli, Cna Carpi – per riaffermare la centralità di Carpi come polo della produzione di qualità. Certo, può essere vista anche come una sfida, ma l’amore per il territorio e la convinzione di poter avere ancora un ruolo importante nel settore del tessile-abbigliamento, ha spinto le aziende di Carpi a scegliere la nostra città come sede di questo evento».

Organizzazione a parte, affidata a Expomodena, consorzio di Cna e Lapam, le associazioni di categloria segnalano un nuovo e importante atteggiamento da parte delle aziende che hanno aderito (per ora sono 16, ma altre starebbero per iscriversi). «Per la prima volta – dice Medici – le imprese hanno messo a disposizione dell’organizzazione i nominativi dei loro clienti i quali quindi saranno presenti alla fiera carpigiana. Una condivisione che solo qualche anno fa era impensabile». Adamo Neri di Confindustria Carpi vede nell’iniziativa fieristica un bel segnale: «È la dimostrazione che le aziende del settore sono legate al territorio e che desiderano mantenere le radici a Carpi pur avendo come mercato il mondo intero». La folta presenza di manager interessati alle collezioni femminili “made in Carpi” primavera estate 2017, costituiranno un buon indotto sia per le strutture ricettive, sia per l’enogastronomia: cappelletti, lambrusco e Parmigiano sono altri buoni motivi per fermarsi a Carpi.

15 Marzo 2016
Fonte: Gazzetta di Modena