INTERVISTA A ROBERTO BONASI, PRESIDENTE DEL CONSORZIO EXPO MODENA.

Come è nata la manifestazione Moda Makers?

La manifestazione è nata nel 2016, quando a maggio si è tenuta la prima edizione a Carpi. Siamo partiti con 23 aziende dello storico Distretto del tessile-abbigliamento, e ora, giunti all’ottava edizione, se ne contano ben 64, tra ditte provenienti dalla Regione e, alcune, anche dal resto d’Italia. Segno, questo, che Moda Makers ha saputo crescere nel tempo e affermarsi come il principale appuntamento per la moda programmata a livello nazionale, e non solo. La decisione di dar vita a questa kermesse è stata possibile grazie a una sinergia virtuosa tra tutti gli attori del territorio: Comune di Carpi, imprese, le associazioni di categoria CNA, LAPAM-Confartigianato, Confindustria Emilia, con il prezioso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Camera di Commercio di Modena. Questi soggetti, che rappresentano un positivo legame tra enti istituzionali e aziende, pubblico e privato, hanno poi designato il Consorzio ExpoModena quale soggetto organizzatore.

Quali sono gli obiettivi?

Moda Makers nasce seguendo il principio che l’unione fa la forza, e così è stato. L’obiettivo è quello di rilanciare l’eccellenza della produzione Made in Italy del Distretto carpigiano nel contesto internazionale. Per farlo nel modo più efficace possibile, tuttavia, era importante fornire una risposta sinergica, instaurando una innovativa e niente affatto scontata collaborazione tra le realtà produttive di un territorio composto da moltissime piccole e medie imprese. Aprirsi maggiormente ai mercati mondiali e all’export, in una congiuntura che vede la domanda interna in contrazione, diviene un obiettivo strategico fondamentale: qui a Carpi stiamo provando a farlo mettendo in comune tutti gli elementi possibili, come una location unica, il Carpi Fashion System Center, gli sforzi comunicativi e di marketing, il ‘brand’ Moda Makers, i due periodi dell’anno in cui tenere le rispettive edizioni della manifestazione, che vengono concordati in base alle esigenze delle imprese. Ecco, se dovessi riassumere il punto di forza di Moda Makers, e ciò che a mio avviso la distingue da altri appuntamenti di questo tipo, direi che sta proprio nelle modalità organizzative, che vedono un coinvolgimento diretto delle aziende, interpellate già nelle fasi ideative e progettuali. Dopotutto chi, meglio degli imprenditori che ogni giorno si confrontano con i mercati italiani e internazionali, conosce le esigenze, i punti di forza e le problematiche del mercato? Noi abbiamo deciso che, per il bene del Distretto e di Moda Makers, le loro voci e indicazioni andavano ascoltate, e tenute in gran considerazione.

Avete una particolare attenzione sull’attività di welcoming, ci racconta di più?

Moda Makers si contraddistingue per una grande cura nella ricezione dei visitatori, innanzitutto buyers. Questa attenzione si concretizza in un nutrito staff della segreteria organizzativa, sempre pronto a fornire indicazioni e a raccogliere le esigenze di chi, da tutto il mondo, viene a trascorrere tre giorni a Carpi. Inoltre chi visita Moda Makers ha accesso gratuitamente a un trasporto navetta e taxi da e per l’aeroporto di Bologna, la stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia e la stazione dei treni di Modena. Non ultimo, i servizi ricettivi della città, dagli hotel ai ristoranti, sono coinvolti nell’accogliere e ospitare nel miglior modo possibile le centinaia di visitatori.

Progetti futuri?

L’obiettivo principale è quello di continuare a far sì che Moda Makers possa essere quell’importante punto di riferimento per le aziende del Distretto e della Regione, quella vetrina del saper fare di Carpi a livello internazionale che il territorio ha sempre meritato. Per far questo, però, occorre evolversi sempre, come d’altronde si modificano continuamente il mercato e le sue dinamiche. Accogliere e tenere insieme le esigenze delle aziende e dei clienti, la qualità delle creazioni esposte e della capacità attrattiva in termini di comunicazione e marketing territoriale. In definitiva: mai riposare sugli allori, e spostare sempre più in altro, di edizione in edizione, l’asticella dei risultati.